Luigi Aghemo. Opere plastiche e disegni

luigi aghemo

A partire dal prossimo sabato 6 settembre sarà possibile ammirare nello spazio Eventi di Pollenzo una rassegna dedicata allo scultore di nota fama Luigi Aghemo.

Nel corso della sua lunga carriera artistica Aghemo ha sempre riscosso un notevole interesse e una certa attenzione da parte della critica per la inaspettata sintesi di riferimenti classici e la moderna sensibilità nei confronti del vero.

 

 

Si può avvicinare, per alcuni aspetti, l’arte di Aghemo a quella del noto maestro francese Rodin. Lo scultore aveva fatto sì che tornasse con lui quel vigore plastico, che si era spento, nella scultura francese, con la morte di Rude e di Barye. Le origini di Rodin coincidono col tempo delle maggiori fortune di Carpeaux, maestro di grazie e di eleganze settecentesche nelle decorazioni dell’Opéra, emulo di Houdon nei ritratti arguti o vagamenti sensuali delle belle dame del Secondo Impero e della Terza Repubblica. Il gusto dei primitivi, che è poi la scoperta dell’arte romanica e gotica, dalle architetture delle cattedrali alle sculture dei timpani e dei portali, accese la fantasia di Rodin, ispirandogli le figure contorte dei dannati e quelle ascetiche dei santi e degli angeli, trasformate da un ritmo travolgente in immagini delle passioni e dei sensi in un comune spazio terrestre.

 

 

Ed è proprio questo concetto che si avvicina ad Aghemo: cielo e inferno sono per lo scultore piemontese la dimensione astratta in cui appaiono i suoi volti, i suoi nudi stretti nell’amplesso, i personaggi non mitizzati, rimasti profondamente umani dall’alto di un monumento o di uno zoccolo.I ritratti di Aghemo sono infatti aderenti a una verità più umana, dallo splendido bronzo della “Schiava” al volto morbidamente sensuale della signora Graziella Dotti scolpito nel gesso con inconsueti piani levigati e sfumati; al busto di Elbert Haven Neese, alla figura in gesso di S. Giovanni Bosco concentrato e pensoso; alla spirituale testa della Madonnina, sbozzata con sensibile lievità, che sembra svelarne la misteriosa, indefinibile essenza.

 

 

Aghemo, come dimostrano le opere esposte, sia quelle plastiche che i disegni, lavora sulla figura. Lo ha fatto per tutta la vita; dalla sua formazione scolastica, giorno per giorno, anno per anno, fino ai suoi novantadue anni. Una passione, un’idea, un istinto, forse un destino: ha attraversato il Novecento portando con sé il peso del corpo umano, i suoi bisogni e il bisogno di raccontarlo. Saper realizzare un ritratto significa, per lo scultore, saper vedere, cogliere il carattere deciso delle sopracciglia, la stanchezza delle occhiaie, la sensualità di bocche schiuse e quindi saper vedere l’interno dell’arte.

Come precisa Cinzia Tesio, curatrice della mostra con Gabriella Dotti: “Parlare di Aghemo significa parlare dell’impressionismo nella scultura, di una particolare dissoluzione della forma, conseguente alla rottura del piano e del volume, e quindi alla modellazione, con effetti decisamente pittorici della superficie e alla accentuazione dei contrasti chiaroscurali. È il metodo del bozzetto, del non finito; è la ricerca immediata dell’incavo, delle aperture, del risalto delle superfici modulate, come mezzi di espressione antitetici agli opposti stili ottocenteschi del neoclassicismo e del naturalismo. Aghemo immette una vitalità nuova nei modelli abusati dei revival romantici medioevali e rinascimentali, ma soprattutto in quelli di un pedante realismo, ormai simili all’anonimo calco”.

 

 

 

Luigi Aghemo

Il maestro, nato a Torino nel 1884, è un uomo “del mestiere”, che si è ispirato alla tradizione figurativa del passato con una funzione evocativa e sensuale.

Formatosi presso la scuola di scultura di Archimede si trasferisce appena quindicenne a Parigi dove si avvicina al mondo del cesello e frequenta l’Istituto di Belle Arti Boulle. Torna nella città della Mole nel 1905 e lavora con Edoardo Rubino, si ambienta nella capitale subalpina facendo amicizia e frequentando gli atelier degli artisti del tempo.

Artista poliedrico realizza disegni (compresi i gioielli), dipinti e, soprattutto, sculture. Di indiscusso valore sono i monumenti commemorativi e l’arte cimiteriale.

 

Date e orari

Centro Incontro Comunale, Spazio Eventi, via Regina Margherita 28, loc. Pollenzo, Bra.

Da sabato 6 a domenica 28 settembre 2014; aperta da martedì a domenica in orario 14-18.30 / 21-23.

Ingresso libero.

Info: tel. 335.6287477.

Giovedì 18 settembre, ore 21: Incontro con l’opera di Luigi Aghemo. Dialogo sulla scultura. Partecipazione

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