Il Castello del Roccolo di Busca riapre al pubblico dopo la pausa invernale

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Sabato 25 aprile alle ore 10 l’associazione culturale Marcovaldo riapre i battenti dopo la pausa invernale del Castello del Roccolo di Busca, suggestiva espressione del revival neo-medievale che tra qualche mese ospiterà negli spazi espositivi dell’Ala Est “Cascine e orti in scena. Fotografia contemporanea e territorio rurale della Provincia Granda”, mostra curata da Ivana Mulatero nell’ambito del grande progetto espositivo “Gusto e bellezza dal giardino alla tavola”.

Il maniero neogotico sarà aperto al pubblico fino al 1° novembre tutti i sabati dalle 14,30 alle 19, le domeniche e i festivi dalle 10 alle 19. Lavisita guidata avrà la durata di un’ora e riguarderà la sala da pranzo, il salone d’onore, la chiesetta e le serre monumentali, il parco con le sequoie giganti, il laghetto e le cascate pensili.

Il maniero è una suggestiva espressione del revival neo-medievale che tra qualche mese ospiterà negli spazi espositivi dell’Ala Est “Cascine e orti in scena. Fotografia contemporanea e territorio rurale della Provincia Granda”, mostra curata da Ivana Mulatero nell’ambito del grande progetto espositivo “Gusto e bellezza dal giardino alla tavola”. Il maniero neogotico sarà aperto al pubblico fino al 1° novembre tutti i sabati dalle 14,30 alle 19, le domeniche e i festivi dalle 10 alle 19.

La visita guidata avrà la durata di un’ora e riguarderà la sala da pranzo, il salone d’onore, la chiesetta e le serre monumentali, il parco con le sequoie giganti, il laghetto e le cascate pensili. Il biglietto d’ingresso costa 5 euro (3 euro il ridotto). Per informazioni telefonare allo 0171/618260 o visitare il sito Internet http://www.marcovaldo.it.

Il Roccolo fu costruito a partire dal 1831 e fu meta preferita di soggiorno di personaggi noti come Silvio Pellico, primi ministri inglesi, il re Umberto I e la regina Margherita. L’esterno è caratterizzato da un armonioso insieme di decorazioni floreali, archi moreschi, merli ghibellini, rosoni, bifore e trifore, mentre nelle sale interbe sono presenti affreschi con vedute paesaggistiche e soffitti dominati dalla tecnica del trompe l’oeil o da decorazioni in stucco bianco.

Nel parco si trova la struttura monumentale delle serre, costruita tra il 1846 e il 1850 e restaurata nel 2003. Il tetto dell’edificio costituisce una vasta terrazza da cui si gode uno splendido panorama. Il parco plurisecolare che circonda il castello fu concepito secondo i canoni del giardino romantico e presenta nicchie con statue, grotte, cascate, fontane, laghetti e punti panoramici. Alcuni interventi furono effettuati dal noto paesaggista Xavier Kurten.

La mostra “Cascine e orti in scena”, che verrà allestita nei mesi estivi, propone immagini fotografiche inedite, scaturite da un reportage di un grande fotografo e da un workshop degli studenti dei corsi di fotografia dell’Accademia Albertina di Torino, che ripercorrono le fasi temporali che accompagnano, e modificano, le colture dei campi e degli orti nell’avvicendarsi delle stagioni. Attraverso lo sguardo dei fotografi si coglie alcune delle più importanti e significative realtà insediative rurali, rappresentative del territorio agricolo cuneese e, in particolare, le aree appartenenti alle terre del Marchesato di Saluzzo. Un tipo di paesaggio che è opera dell’uomo e che viene offerto agli osservatori contemporanei per comprenderlo nei suoi vari elementi costitutivi: i particolari edifici delle cascine, gli spazi contigui occupati ad orti e le coltivazioni delle colture che ne sono una naturale estensione visiva, non solo funzionale ma anche con forti connotazioni estetiche e contemplative.

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