La Spirtualità nell’arte a cura di Ermanno Tedeschi

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La mostra, organizzata da Associazione Artaria e realizzata con il contributo di Cassa di Risparmio di Cuneo si propone di trovare all’interno di movimenti artistici e culturali quei linguaggi che vengono utilizzati per indagare oltre la realtà apparente al fine di giungere attraverso l’opera d’arte allo sguardo dell’osservatore, vero e unico veicolo per penetrare l’interiorità dell’animo.

Le opere in mostra appartengono ad artisti internazionali come: Sam Havadtoy, Angela de La Cruz, Daniel Schinasi, Darren Almond, Michal Rovner, Wang Du, Steven Shearer, Alfredo Pirri, Tony Cragg, Sandro Kia, Menashe Kadisman, Aldo Mondino, Emilio Isgrò, Francesca Leone, Giovanni Albanese, Shirin Neshat, Jan Fabre, Joseph Kosuth, Ettore Spalletti, Enrico de Paris, Tobia Ravà, Hans Hartung e Anna Eva Bergman, Bruna Biamino, Valerio Berruti, Giuseppe Penone, Olimpia Ferrari, Ezio Gribaudo, Giorgio Griffa.

“La vera opera d’arte nasce dall’artista in modo misterioso, enigmatico, mistico. Staccandosi da lui assume una sua personalità e diviene un soggetto indipendente con un suo respiro spirituale e una sua vita concreta”.


Nell’ottica kandiskiana il ruolo misticheggiante dell’artista è quello della vera “rivelazione” che proviene dall’alto, da uno spirito dell’arte che è superiore all’umanità . 

La mostra vuole raccontare proprio questo affascinante e straordinario compito destinato all’arte che deve rendere manifeste le ansie e le angosce, le gioie e le attese attraverso alcuni concetti chiave: l’infinito, la forma, l ‘informale, l’astrazione, la scrittura, la parola, la luce e lo spazio.


Queste parole permettono di creare un filo conduttore che viene rappresentato a partire dalle opere pittoriche e scultoree dell’artista Menashe Kadishmann padre dell’arte israeliana si scorge il profondo significato religioso e spirituale che esse emanano; le sue pecore con un occhio quasi umano sono un simbolo che rappresenta il sacrificio
dell’umanità, l’atto creativo, spesso doloroso e’ sempre accompagnato da una gioia profonda che costituisce un trampolino per l’immaginazione e ciò spiega la straordinaria ricchezza e varietà del contributo israeliano alla teoria e alla pratica dell’arte. 

La scrittura e la parola sono il fulcro delle opere di Emilio Isgro’ e Tobia Rava ,dove nell’arte del primo la cancellatura di alcuni testi esprime la volontà di annullare alcune frasi lasciandoci intravedere solo i pensieri più importanti;l’uso delle lettere ebraiche nelle opere luminose e architettoniche di Tobia Rava’ dove trionfa il senso dell’infinito ci proietta
nel affascinante mondo della cultura cabalistica.


Il senso della preghiera e della immersione spirituale e religiosa si ritrovano nell’opera di Shirin Neshat ,nelle fotografie di Chiese e Sinagoghe di Olimpia Ferrari così come nella straordinaria immagine fotografica di Bruna Biamino dove viene raffigurato il resto di una complesso sacro nella piccola città etiope di Lalibela.


La ricerca della spiritualità viene espressa fortemente da Enrico De Paris con la sua installazione multimediale così come da Jean Fabre nel suo lavoro “Croci nel silenzio della tempesta,insetti nella tempesta del silenzio”. Un’attenzione particolare merita l’opera di Francesca Leone che con l’uso di una tecnica mista in cui si avvale di materiali misti
cercando di raffigurare in modo molto delicato un sudario che ricorda La Sindone.


Forte e’ il concetto spirituale dell’essere umano nelle opere di Michal Rovner, Valerio Berruti e Aldo Mondino, così come lo è quello religioso e mistico nelle tele di Daniel Schinasi, dove l’ uomo innalza il suo pensiero nella quotidianità attraverso tutti i lavori. 


Le opere di Angela de la Cruz, di Wang Du come quella di Giovanni Albanese esprimono la fragilità dell’essere umano e dei suoi sentimenti.


Le fotografie di Darren Almond e Steven Shearer come le opere di Kia, di Pirri e Samuel Hadvatoy esaltano la misticità’ dell’arte dove primeggia il concetto della memoria e la sensibilità dell’artista.


La natura come essenza della spiritualità la ritroviamo nell’opera di Giuseppe Penone. La potenza del colore  caratterizza le opere di Giorgio Griffa, Hans Hartung e di sua moglie così come la potenza del neon caratterizza quella di Joseph Kosuth; mentre la scultura di Tony Cragg ci trasmette il messaggio della rarefazione dell’uomo e ell’ambiente.

Dal 15 Maggio a 28 Giugno 2015

Presso il Complesso Monumentale di San Francesco Via Santa Maria, 10 – 12100 Cuneo CN

per info e contatti tel. +39 0171 634175

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