Roberto Barni al Relais San Maurizio

roberto barni

La Fondazione Gallo in collaborazione con la Galleria Poggiali e Forconi presenta Giri e Capogiri la nuova mostra di Roberto Barni (Pistoia, 1939), espressamente pensata dall’artista per l’intero complesso dell’exmonastero seicentesco Relais San Maurizio Luxury SPA Resort di Santo Stefano Belbo.

Il progetto, con il patrocinio della Regione Piemonte, nasce per iniziativa della Fondazione Gallo, ed è ilprimo di una serie di mostre indirizzate alla valorizzazione culturale ed economica del territorioattraverso la contaminazione tra ambiente e arte contemporanea. Proprio grazie all’interazione traazioni culturali di altissimo livello e il territorio delle Langhe, la Fondazione Gallo si propone di daremaggiore rilievo, a livello nazionale e internazionale, alle eccellenze di questi luoghi, recentementedivenute Patrimonio Unesco esaltando così anche il tessuto imprenditoriale e artigianale.

Per la mostra sculture, lavori su tela e cartonages di Barni saranno ospitati nell’antico monasterorestaurato ora, dimora di charme.

Protagoniste principali della personale, come scrive Michele Bonuomo nel saggio del catalogo edito perl’esposizione, sono pittura e scultura che nella ricerca artistica dell’artista pistoiese “sembrano avvalersiuna della sapienza dell’altra scambiandosi forme e colori, spartendosi tempo e spazio, liberandoun’energia che si fa perdita di equilibrio, capogiro, per guardare il mondo da un punto di vista sempredifferente”.

Centrale è anche “il concetto di spazio, inteso come unico luogo mentale, prim’ancora chefisico, in cui ha ancora un senso cercare un segno o lasciare una traccia.Le opere di Roberto Barni sembrano, infatti, interagire con gli spazi del Relais, a partire dal parco, tra lasuggestione di alberi, piante e viottoli minuti. Come le celebri sculture in bronzo Atto Muto, Passisull’Europa, Impresa, Passo Solidale, Noi e NSC, che hanno negli anni scandito alcune tra le mostre piùrilevanti di Roberto Barni: dalla Biennale di Venezia, al Parco di Giuliano Gori a Celle, al Teatro India di Roma, al Cobra Museum di Amsterdam, a Doesburg in Olanda.

Il percorso espositivo proseguirà con ilavori Continuo, Seggiola o Rasoio presenti – tra le altre – al Giardino di Daniel Spoerri e a Palazzo Forti aVerona e nella personale Gambe in Spalla articolata tra il Giardino di Boboli, Palazzo Pitti, MuseoArcheologico e in alcuni dei più significativi luoghi di Firenze, come il cortile degli Uffizi e Piazza dellaRepubblica. Altre sculture di diverse dimensioni saranno invece esposte all’interno del complesso delRelais, come nella splendida SPA che farà da inusuale scenografia alle opere di Barni.Il White Space, l’antica chiesa sconsacrata all’interno del monastero, è l’altro particolarissimo spazioespositivo utilizzato dall’artista per questo progetto di commistione tra arte e ambiente: qui siconcentreranno i lavori su tela e i cartonages, in tutto una quindicina, provenienti dalla serie Passos ePaisagens, presentata in Portogallo all’Associação Cultural Sete Sóis Sete Luas, e esposta in questaoccasione per la prima volta in Italia.Un lavoro pittorico di grandi dimensioni su tela, Vortice, del periodo delle esposizioni all’HirschhornMuseum di Washington, del Whitney Museum di New York, dell’AKRON Museum nell’Ohio e dellaseconda partecipazione alla Biennale di Venezia del 1984, completerà il progetto con la sua maestosaimponenza.

Catalogo edito dalla Galleria Poggiali e Forconi con testo critico di Michele Buonomo.

Roberto Barni è nato a Pistoia (Italia) nel 1939. Vive e lavora a Firenze. Ha cominciato a esporre nel 1960. Nel 1965è invitato a Revort I. Documenti di arte oggettiva in Europa, la mostra della giovane avanguardia Europea, allaGalleria d’Arte Moderna di Palermo. A partire dagli anni ’60 e ’70, la sua attività espositiva si evolve fino ad oggiattraverso mostre personali e collettive a livello internazionale. Di Barni vanno inoltre ricordate, oltre allapartecipazione alla Biennale di Venezia (1980, 1984 e 1988), l’invito al l’Hirschhorn Museum and Sculpture Gardendi Washington, al Los Angeles County Museum of Art di Los Angeles, al Cobra Museum di Amsterdam ed in tutte lemaggiori rassegne internazionali dall’inizio degli anni ’80.

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