Patrimonio diffuso. Musei e heritage nella provincia «Granda»

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Un nuovo studio «I Musei e il Patrimonio Culturale della provincia di Cuneo», nell’ambito dell’indagine sull’Atmosfera creativa nel cuneese, voluto dalla Fondazione CRC – Cassa di Risparmio di Cuneo, e realizzata dal Centro Studi Silvia Santagata (CSS-EBLA). Analizzati 160 casi. Emergono potenzialità dal superamento della «tendenza ancora piuttosto diffusa al localismo, con resistenza a ‘fare rete’ in modo proattivo, specie nelle realtà a gestione pubblica e dall’ elevata ‘polverizzazione’ dei musei e altri beni del patrimonio culturale». Una fotografia che può estendersi a livello nazionale. Conoscere per ridefinire le strategie di intervento che uniscano la dimensione locale con quella nazionale: dalla ricerca nasce il bando «Musei Aperti» della Fondazione CRC

La notorietà nazionale e internazionale di alcune aree della provincia di Cuneo – definita dai piemontesi la «Granda» per la sua estensione territoriale – è indubbiamente legata in via prioritaria alla dimensione enogastronomica.
L’industria del gusto, insieme al design e alla moda, rientra in quello che gli economisti della cultura definiscono sistema di produzione dei beni della cultura materiale. Gli altri principali sistemi di produzione culturale basati sulla creatività riguardano le industrie del contenuto (editoria, televisione, cinema, software, pubblicità) e il patrimonio culturale, o heritage nella terminologia internazionale e adottata dall’Unesco (musei, monumenti, paesaggio, architettura).
Il successo di tali sistemi culturali – in termini di creazione di sviluppo locale nei territori e qualità sociale (Santagata, 2014) – è connesso alla loro capacità di generare una «atmosfera creativa», frutto di un’intensa circolazione di idee su prodotti, stili, espressioni artistiche, bisogni dei consumatori, innovazioni tecnologiche, modelli di business, design industriale e ricerca della qualità (Bertacchini e Santagata, 2012).

Nell’ambito dell’indagine sull’Atmosfera creativa nel cuneese voluta dalla Fondazione CRC – Cassa di Risparmio di Cuneo, e realizzata dal Centro Studi Silvia Santagata (CSS-EBLA) in stretta collaborazione con il Centro Studi e il Settore Attività Istituzionali della Fondazione stessa, è stato condotto lo studio «I Musei e il Patrimonio Culturale della provincia di Cuneo».

Obiettivo della ricerca analizzare lo stato dell’arte dell’offerta museale e di altre realtà del patrimonio culturale locale, anche in riferimento al più ampio dibattito nazionale e internazionale. L’indagine ha fatto ricorso, oltre che ad analisi documentale e della letteratura, a metodologie d’analisi quali-quantitative (questionario, focus group) i cui risultati hanno consentito di realizzare un’analisi (SWOT) in grado di evidenziare punti di forza, di debolezza, opportunità e minacce del sistema del patrimonio culturale cuneese.
L’individuazione dell’universo di riferimento è stata realizzata utilizzando le informazioni contenute in dataset messi a disposizione dalla Regione Piemonte e dall’ISTAT, integrate da un più limitato numero di realtà individuate via internet. I casi di interesse sono risultati 160.
Un primo dato piuttosto sorprendente è che, analizzando le informazioni della rilevazione censuaria ISTAT «I Musei, le aree archeologiche e i monumenti in Italia» realizzata nel 2011 (ISTAT 2013), emerge come il territorio cuneese ospiti il 24% del totale delle istituzioni piemontesi censite.
Il questionario inviato ha ottenuto un response rate del 53%: risultato decisamente positivo, anche considerato che proponeva sessanta domande e che una quota non trascurabile delle 160 istituzioni risultano di piccole dimensioni e/o prive di personale a tempo pieno.
Per quanto riguarda i due focus group questi hanno visto la partecipazione di 15 rappresentanti di realtà pubbliche e private, hanno avuto una durata media di quasi due ore e si sono svolti in un clima di sereno ma attivo confronto: tutti i partecipanti sono intervenuti minimo due volte.

I principali risultati che emergono dall’analisi del patrimonio culturale cuneese possono essere così sintetizzati.

Punti di forza:
significativa varietà delle tante istituzioni (musei, case-museo, pinacoteche e collezioni permanenti; castelli e forti; siti naturalistici, archeologici, feudali; palazzi e ville; ecomusei;  complessi monumentali; santuari, chiese, cappelle e abbazie). Va rilevato come le molte istituzioni godano di scarsa notorietà nazionale (o internazionale). Pochissime le eccezioni: tra queste il castello  di Racconigi e il complesso di Pollenzo (Bra), anche sede dell’Università di Scienze Gastronomiche: entrambi, insieme al Castello di Govone, parte del sito Unesco delle Residenze Sabaude. Alcune realtà, anche di non grandi dimensioni, rivelano peraltro un significativo grado di dinamismo.
buon radicamento territoriale, testimoniato anche dal rilevante peso – numerico, simbolico e operativo – dei volontari, in un significativo numero di casi essenziali per assicurare lo svolgimento di servizi basilari (apertura, chiusura); spesso – come in molte realtà italiane ed estere – prezioso supporto anche sul piano organizzativo e di raccordo con i pubblici (Falletti e Bertacchini, 2014);
buona attenzione al mondo della scuola, con iniziative mirate e produzione di materiale ad hoc.

Punti di debolezza
tendenza ancora piuttosto diffusa al localismo, con resistenza a «fare rete» in modo proattivo, specie nelle realtà a gestione pubblica;
elevata «polverizzazione» dei musei e altri beni del patrimonio culturale, con un rilevante numero di realtà di piccole e piccolissime dimensioni che se da un lato costituiscono una (positiva) espressione del territorio dall’altro sperimentano difficoltà finanziarie anche solo per l’ordinaria amministrazione, la conservazione e la manutenzione dei siti;
significativi limiti sul piano della comunicazione interna ed esterna, ascrivibili a carenza di fondi ma anche di competenze professionali;
scarsa conoscenza dei propri pubblici:  studi sui visitatori sono realizzate da un numero di realtà inferiore al 10%; le exit surveys sono pressoché inesistenti;
carenza di fondi di finanziamento: meno del 20% delle iniziative realizzate negli ultimi tre anni ha goduto di finanziamenti UE; poco più del 5% di aziende private, mentre il 70% di contributi di fondazioni ex bancarie.

Minacce
Crescente concorrenza del sistema museale torinese: il recente ampliamento e rinnovamento del Museo Egizio; il progetto del Polo Reale di Torino, che nel cuore aulico della città consentirà un percorso di visita di oltre 3 km fra Biblioteca, Armeria e Giardini Reali, Nuova Galleria Sabauda, Museo Archeologico e Palazzo Chiablese; il Museo del Cinema, la GAM e il Castello di Rivoli per l’arte moderna e contemporanea; la Reggia di Venaria Reale e altre realtà costituiscono un’offerta fortemente attrattiva in Piemonte, con la quale non è di certo facile per il sistema del cuneese poter competere.
– Possibile calo dei visitatori a causa di elevati costi di trasposto privato, carenze nei trasporti e scarsità di percorsi di mobilità sostenibile: il rischio è sia un calo di pubblico giovanile e/o captive (o «coatto», in quanto obbligato alla visita: principalmente scolaresche), sia di pubblici – ‘normali’ ma anche appassionati di turismo ecologico, segmento quest’ultimo in significativa crescita – di non residenti.

Opportunità
Intercettare il turismo del gusto, interagendo con il mondo dell’enogastronomia cuneese: il dialogo e la collaborazione tra musei e altri beni del patrimonio culturale con le tante realtà del comparto enogastronomico può produrre risultati apprezzabili e di mutuo interesse;
Ottenere maggiori finanziamenti: ciò può avvenire migliorando la capacità progettuale sul fronte UE ma anche adottando nuove modalità – in termini di ideazione e di comunicazione – in grado di incentivare sponsorizzazioni da parte di aziende, donazioni da parte di persone fisiche benestanti ma anche il finanziamento collettivo (crowdfunding).
Cogliere le opportunità derivanti dal rafforzamento del Circuito delle Residenze Sabaude: quando – come previsto – saranno implementate azioni concrete mirate alla reale trasformazione dell’intero sito seriale Unesco “Residenze Sabaude” da insieme di sedi reali dei Savoia a vero e proprio circuito i comuni del cuneese (Racconigi, Govone, Bra) direttamente interessati potranno opportunamente “fare rete”, coinvolgendo auspicabilmente anche altre istituzioni di Cuneo e provincia.

Non è infrequente nel nostro paese che indagini e studi con indicazioni per l’azione pratica rimangano nei cassetti di funzionari non troppo interessati e siano poi affidati alla «critica dei topi». È perciò motivo di soddisfazione per il CSS-EBLA che risultati dell’indagine appena conclusa abbiano indotto  la Fondazione CRC a emanare il bando «Musei Aperti», che prevede il finanziamento di tre iniziative, finalizzate a favorire il coinvolgimento di nuovi pubblici, la capacità di comunicare il museo in modo più efficace e la capacità di reperire  fondi di finanziamento con modalità innovative.  Un buon segnale per l’heritage della Granda.

Il pdf dell’indagine CSS-EBLA “I Musei e il Patrimonio Culturale della provincia di Cuneo” è disponibile al link:
http://www.fondazionecrc.it/index.php/centro-studi-e-comunicazione/semin…

© Riproduzione riservata
Vittorio Falletti, Laureato in Scienze Politiche indirizzo Economico e dottore di ricerca in Business & Management (titoli conseguiti presso  l’Università di Torino),  già Segretario Scientifico della Fondazione Rosselli  è professore a contratto di Economia e mercato dell’arte all’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino. E’ membro dell’Icom-International Council of Museums, socio fondatore e membro del comitato direttivo dell’Associazione Italiana di Studi Museologici. Autore di numerose pubblicazioni (tra queste  I Musei,  Universale Paperbacks, Il Mulino, 2012, con M.Maggi) ha una consolidata esperienza di ricerca applicata nell’ambito dell”economia della cultura, con particolare riguardo alla comunicazione e al marketing

Bibliografia
Bertacchini, E. e Santagata W. 2012
Atmosfera Creativa, Bologna, Il Mulino, 2012

Falletti V. e Bertacchini E. 2014
«Gli Amici dei Musei tra legame col territorio e mecenatismo», in De Biase, F. (a cura di) I pubblici della cultura. Audience development, audience engagement, , Milano, Angeli, 2014

ISTAT 2013
http://imuseiitaliani.beniculturali.it/

Santagata W.  2014
Il governo della cultura, Bologna, Il Mulino,  2014

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