Les amis artistes assis sur une chaise

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Busca, sabato 30 maggio ore 21,00 una mostra di Aldo Galliano da non perdere alla Galleria Civica di Casa Francotto. Nota critica di Ida Isoardi e la direzione artistica di Ivo Vigna.


In catalogo testi di: Marco Gallo Sindaco della Città di Busca. Ida isoardi Critico , Ivo Vigna Direttore Artistico, Fondazione C.R.Fossano, Giò Manera e Manuela Galliano.


Artisti ritratti:
Mario conte – Ober Bondi – Gustavo Edoardo Orellano – Mario Mondino – Claudio Salvagno – Osvaldo Sordello – Bruno Daniele – Cesare Botto – Claudio Cavallera – Claudio Vigna -Cornelio Cerato – Corrado Odifreddi – Cristiano Lavalle – Daniele Fissore – Fabrizio Gavatorta – Fausto Nazer – Francesco Panuello – Gianpiero Viglino – Gian Mario Vigna-Giancarlo Laurenti – Giovanni Gagino – Giovanni Grappiolo – Guido Vigna – Livio Brezzo – Lorenzo Caula – Matteo Notaro – Michelangelo Tallone – Michele Pellegrino (Michel) – Nicola Bolla – Papito – Pier Giuseppe Imberti – Piero Racchi – Roberto Andreoli – Roberto Brosan – Gilberto Zorio – Telo – Tore Milano – Ugo Giletta – Luigi Sostegni (Gigi) – Pier Franco Cerutti – Fabrizio Oberti – Toshiro Yamaguchi – Riccardo Balestra – Pier Francesco Ramero – Elio Garis – Ugo Manca – Mario Berardo – Fiorenzo Isaia – Luca testolin (Tex) – Ray Bate – Luca Mondelli – Silvio Rosso – Alessandro Midulla – Lorenzo Griotti – Carlo Pirotti – Giovanni Mana (Gianni) – Giuseppe Mana (Nuccio) – Gaetano Usciatta – Eandi Arturo – Vito Tibollo – Francesco Preverino – Andrea Galvagno “Galo” – Diego Origlia – Dino Pasquero – Rodolfo Allasia – Coco Cano – Luigi Mainolfi- Dario Dutto – Piero Roccia – Paolo Viano – Giovanni Forniglia – Claudio Massucco – Bartolomeo Depetris – Shinya Sakurai – Theo e Gallino – Piero Gilardi – Lucio Maria Morra- Francesco Di Lernia – Maurizio Rivetti – Vittorio Valente – Vittorio Varrè – Guido Palmero – Corrado Ambrogio – Ezio Briatore – Tanchi (Piero) Michelotti – Marco Gastini – Luc Francois Granier – Araldo Cavallera – Giacomo Doglio – Walter Accigliaro – Rodolfo Graziani – Michele Pellegrino.

“Qualche mese fa ho ricevuto Aldo Galliano nella Sala Consigliare di Palazzo San Martino, l’ottocentesco edificio oggi sede del Municipio di Busca.
Aldo mi ha illustrato il suo progetto: fotografare 92 artisti su una sedia.
Insieme abbiamo visto alcuni scatti già realizzati, ho ascoltato con interesse le sue parole, ho apprezzato il suo entusiasmo ed ho sposato da subito la sua brillante idea principalmente per un motivo: le foto di Galliano vanno oltre il valore di una pura immagine; trasmettono in modo semplice e diretto quel rapporto, quell’emozione che si è creata tra chi sta dietro e chi sta di fronte all’obiettivo della macchina fotografica.
Viene in mente il lavoro di Donal Moloney che nel suo progetto “Chair” ha fotografato una sedia bianca nelle situazioni più diverse. Ma mentre in questo caso era proprio la sedia a fare da protagonista, nelle foto di Aldo Galliano sono gli artisti della nostra terra a recitare il ruolo di primo attore.
La sedia che fa da filo conduttore tra artisti tra loro molto diversi. La sedia che ci ricorda i celebri dipinti di Van Gogh e Gauguin.
Sono sinceramente felice che Casa Francotto possa ospitare “Les amis artiste assies sur una chaise”. Questo è un luogo d’arte in cui mi piace immaginare Ernesto Francotto, medico, artista, poeta che campeggia nel primo piano posto all’ingresso in un ideale abbraccio di benvenuto a tutti gli artisti ritratti nelle fotografie di Galliano.”

Marco Gallo
Il Sindaco di Busca

SOSTE
Le epoche della vita sono quei brevi periodi di sosta che si trovano in mezzo, fra l’alzarsi e l’abbassarsi di un pensiero o sentimento dominante. Qui c’è ancora una volta sazietà: tutto il resto è sete e fame – o tedio.
F. Nietzsche

Si dice che Andy Warhol facesse sedere per un quarto d’ora tutti coloro che aspiravano a far parte della sua Factory e li scrutasse attentamente per arrivare a definirne l’anima, o meglio, il carattere. Non li fotografava, non con gli abituali strumenti tecnici.
… Ma sedendo e mirando, interminati
spazi al di là di quella [siepe ndr] e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura…
Perché scomodare Leopardi e Warhol per un evento del tutto attuale, un’operazione fotografica esplorativa su quasi un centinaio di personaggi maschili, tutti artisti diversi tra loro per origine, formazione, stile, importanza e risonanza pubblica?
Perché la figura seduta si pone nell’arte visiva di ogni tempo con particolare pregnanza e varietà di significati: di volta in volta divinità, regalità, ritratto ufficiale, malinconia, sofferenza… così il suo seggio può variare dalla nuda pietra al rustico oggetto impagliato, dalla borghese poltrona al trono sfavillante.
È ovviamente impensabile enumerare le opere, o soltanto gli artisti, che hanno fatto di questa posa uno dei motivi d’elezione del loro operare.
Dürer può costituire un arbitrario punto di partenza per una lettura ravvicinata di questo soggetto. Il genio alato della sua notissima incisione “Melencolia I” è seduto, immobile, in totale distanza da ogni attività creativa o pratica e gli strumenti di lavoro giacciono a terra inutilizzati. Siamo di fronte a un momento riflessivo, di abbandono e la malinconia ne è, in questo caso, tratto necessario. Si è soli con i propri fantasmi quando c’è stacco – sia pur temporaneo – dalla vita come produttività, fatica, viaggio, lotta.
Nella sequenza fotografica di Aldo Galliano le figure sedute sono colte in piena spontaneità d’atteggiamento. L’autore ha voluto, per così dire, prendere le distanze dal suo stesso lavoro per ricercare non già la foto “artistica” ma il gesto e l’espressione più quotidiani.
L’obiettivo fotografico ha caricato ciò che può apparire come banalità, semplice istantanea, di una valenza profonda che in sé riassume il senso di una totalità di pensiero e di vita.
La “sosta” di cui parla Nietzsche rivela ciò che nasce dall’“otium” come sospensione del “dover essere”, quando finalmente l’uomo può ripiegare su se stesso, riflettere e fermare l’azione a favore del libero scorrere dei sentimenti e del lavorìo della psiche.
Ma, tornando a due sommi autori, se Leopardi e Dürer inducono alla malinconia, il primo con la percezione dell’incommensurabile “sedendo e mirando” da un piccolo angolo di mondo, il secondo con il genio alato che medita sui suoi fantasmi, altri artisti, in primis Van Gogh, hanno saputo accendere i nostri sensi con maggior forza, dolore e delirio proprio attraverso le figure sedute, come il vecchio raffigurato in “Sulla soglia dell’eternità”.
Anche Bacon, con le sue immagini in trono (e in gabbia) di pontefici urlanti con volti deformati, scomposti da smorfie violente e strazianti, ci fa sprofondare negli abissi dell’animo umano, quando la parola si ritrae inadeguata e solo l’immagine rivela tutta la potenza dell’angoscia.
C’è infine l’interpretazione forse più nobile dell’uomo assiso in meditazione ed è quella creata in scultura da Rodin con “Il pensatore”, dove il tono si fa eroico e monumentale. La destinazione originaria, a coronamento dell’incompiuta “Porta dell’Inferno”, simboleggia lo sforzo del pensiero nell’elevarsi al di sopra della condizione animale. Il lavoro di Aldo Galliano si muove in questo senso, verso una rivalutazione dell’uomo pensante, fermato in quegli attimi liberi da ogni condizionamento, da ogni ricatto.
Ida Isoardi

Due persone a lui care scrivono “per” Aldo Galliano (da testi in catalogo)

L’idea si è sviluppata da un progetto nato all’interno del gruppo fotografico FotoSlow
Valle Maira di cui faccio parte e che ha sede in frazione Morra di Villar San Costanzo . Mi è balenata la possibilità di abbinare la passione per l’ arte con la passione per la fotografia e da questa accoppiata mi è giunto il desiderio di realizzare dei ritratti fotografici di artisti a me noti.
Ho sempre avuto molta difficoltà per non dire addirittura ritrosia nel fotografare le persone, un po’ per timidezza, un po’ per mancanza di coraggio e anche perchè temevo di essere troppo invasivo violando la privacy di altri
L’idea però mi piaceva e non volevo lasciarla perdere , si trattava di creare una filo conduttore che costituisse un motivo , una scusa, un pretesto per dare organicità al progetto.
Una sedia.
Ho pensato che ritrarre amici artisti seduti nel loro ambiente potesse costituire il “leit-motiv” della mia idea .
Per vincere l’ iniziale incertezza ho pensato di contattare l’amico artista Cesare Botto, e nelle sue parole di incoraggiamento ho chiaramente percepito che il progetto aveva un senso
Il suo entusiasmo e stata il mio motore, lo stimolo giusto per partire in questa nuova esperienza che e stata ed è fantastica,  Mi ha consentito di trarre molto a livello personale e spero che si riveli, come mi piacerebbe, un “work in progress”  La fotografia e in particolare questo progetto mi ha dato la possibilità di entrare a contatto con espressioni e interpretazioni artistiche molto diverse una dall’altra, dietro le quali ci sono persone diverse con le quali è stato fantastico il contatto umano in diverse le situazioni e in diverse occasioni  Al mio invito di farsi ritrarre vi è stata massima disponibilità a collaborare, a volte la sedia era casuale un vero pretesto , a volte invece faceva parte della loro stessa vita del loro ambiente.
Ho sempre dichiarato nel mio intento di non essere un professionista, ma questo aspetto non ha mai creato problemi, anzi credo che per il risultato finale sia stato un valore aggiunto.
Ho tecnicamente messo in pratica le nozioni di base apprese frequentando gli amici di FotoSlow senza mai dimenticare il grande consiglio ricevuto dall’amico Roberto Brosan, che mi ha messo in guardia dicendomi di stare attento sempre a fotografare l’amico sulla sedia e non la sedia con un amico in quanto la sedia è il filo conduttore,ma la fotografia per funzionare deve catturare l’ emozione di chi sta davanti e dietro la fotocamera

Giò Manera “FotoSlow”

Negli occhi delle persone esiste un sentimento che solo a volte riesce a emergere e a farsi conoscere dall’ universo intorno. Le persone esprimono con i loro volti più cose di quante ne possano esprimere a parole. Ritrarre, attraverso la fotografia, atteggiamenti e sguardi di persone che nella maggior parte dei casi non conoscevo mi ha aperto la porta a nuove realtà. Ho conosciuto il mondo per quello che è, mai uguale al giorno prima e mai simile a se stesso.
Artisti, che fanno del mondo la loro arte, seduti su una sedia a “raccontarmi” i loro pensieri attraverso i loro occhi e grazie all’obbiettivo della mia macchina fotografica. Un progetto, un’idea, un desiderio, un sogno nato dal nulla e che mi ha portato a provare grandi emozioni. Una scala da percorrere con scalini, dritti, sicuri, fermi ma talvolta anche difficili e impervi.
Come nella vita no?…..Non sappiamo mai cosa aspettarci. Io ho visto nei volti, negli occhi di queste persone la loro passione che è anche la mia passione. Quella di catturare un semplice segno, la poesia contenuta nelle cose della vita.
Un piccolo e semplice segno che ho colto nelle mie fotografie, semplici e profondi segni di un mondo così apparentemente uguale e così profondamente diverso.
Un lavoro che non è stato semplicemente un lavoro ma un cogliere e percepire la gioia di un sorriso, la purezza di un abbraccio, la tristezza di uno sguardo , la melodia delle parole.
Guardarsi indietro e avere fissi nei miei occhi persone che sono diventate parte di me attraverso un semplice scatto; che mi hanno dato tanto attraverso un semplice gesto.
Questo sono io, un uomo semplice, un artista speciale…..una persona unica.

Galliano Manuela

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