Stromboli al Complesso Monumentale di San Francesco

Moving tales san francesco cuneo collezione la gaia bruna matteo viglietta  (34)

Nella navata laterale c’è MARINA ABRAMOVIC (Belgrado, Serbia, 1946) con il video “Stromboli” del 2002, durata 19’33”.

Marina Abramovic nasce a Belgrado nel 1946 da un matrimonio misto serbomontenegrino. I suoi genitori ripudiano la chiesa ortodossa per entrare a far parte dell ‘intelligentia comunista e combattere come partigiani durante la seconda guerra mondiale. Il nonno, patriarca della Chiesa Ortodossa, nel 1938 viene assassinato insieme ai suoi fratelli. La sua storia familiare ha certamente influenzato la sua poetica intrisa di sopportazione del dolore, pratica di resistenza e accettazione dei limiti umani.

Nei primi anni ’70 Abramovic comincia a lavorare utilizzando come mezzo espressivo il proprio corpo, divenendo uno degli esponenti più importanti della body art, insieme a Vito Acconci, Chris Burden, Gina Pane. Nel 1975 ha inizio la collaborazione con il suo compagno Ulay (l’artista tedesco Uwe Laysiepen), un sodalizio che durerà fino al 1988, quando la performance The Lovers l The Great Wall li vedrà impegnati in una marcia in direzioni opposte lungo la grande muraglia cinese, metafora di una separazione fisica e sentimentale ormai compiuta. I due hanno condiviso 13 anni di vita e di carriera documentati dalle numerose performances realizzate insieme nell’intento di creare un’entità unica, composta dal principio femminile e da quello maschile, e di lavorare in quello spazio in between che sarà sempre al centro delle loro indagini: quello spazio di confine, di attraversamento, che mette in relazione e nello stesso tempo divide cose e persone. Si tratta di opere che si creano nel tempo reale, in uno spazio che viene condiviso con il pubblico che vede l’azione procedere nel tempo presente e che in qualche modo partecipa all’azione stessa.

Marina Abramovic ha studiato le culture orientali, le filosofie ascetiche, e questi elementi ritornano nella stretta disciplina con cui l’artista si prepara prima di una creazione artistica: isolamento, meditazione, digiuno, esercizi di resistenza fisica. Tutte tecniche volte a condurre il corpo verso limiti oltre i quali esso possa congiungersi meglio con lo spirito, in un’entità unica fatta di percezione e comprensione del reale.

Nel video in mostra l’elemento primigenio e naturale rappresentato dall’acqua di mare lambisce il volto dell’artista sdraiata sulla battigia e inquadrata in uno stretto close-up. L’incontro tra uomo e natura viene rappresentato come un lento e tranquillo fluire delle cose, emblema di armonia tra i principi della vita.

La forza della natura, solo accennata dal titolo del video che prende il nome dall’omonima isola vulcanica dove si svolge l’azione, si stempera in questo abbraccio lungo e silenzioso tra il corpo della Abramovic ed il mare, un abbraccio rigenerante che ricorda la nascita di Venera dalla spuma marina, ma anche una forza travolgente che in ogni momento può divenire mortale.

Orari: lunedì: giorno di chiusura

martedì-sabato: 15.30-18.30

domenica e festivi: 15.30-18.30

Fino al 28 Agosto 2016

Moving Tales – Racconti in movimento. Opere video dalla Collezione La Gaia

A cura di Eva Brioschi con la collaborazione di Manuela Galliano Complesso Monumentale di San Francesco Cuneo, Via Santa Maria 10

www.comune.cuneo.gov.it

museo@comune.cuneo.it

Tel. 0171 634175 | Fax 0171 66137

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