“Up Against Down” al Complesso Monumentale di San Francesco

Moving tales san francesco cuneo collezione la gaia bruna matteo viglietta  (37)

Il lavoro di questa settimana è l’installazione di GARY HILL (Santa Monica, California, 1951) dal titolo “Up Against Down” del 2008 proposto nella prima cappella.

La videoinstallazione Up Against Down (2008) appartiene ad un corpus di lavori recenti di Gary Hill centrati sull’investigazione del linguaggio non verbale ma corporeo. L’artista, nato a Santa Monica nel 1951, esordisce come scultore, il passaggio alla video arte scaturisce dall’esigenza di confrontarsi con la dimensione temporale all’interno dell’opera, “il video mi offre la possibilità di pensare ad alta voce” dichiara in un’intervista. Nelle sue opere, video monocanali o complesse installazioni audiovisive, si assiste alla messa in azione di ciascuno degli elementi essenziali alla comunicazione: l’individuo umano, la voce, la realtà fisica e lo spettatore. Il linguaggio quale unica forma di conoscenza concessa all’uomo, scandagliato alla luce delle teorie proposte dall’antropologo Gravey Bateson, dai filosofi Maurice Blanchot e Jacques Derrida, è il tema centrale della ricerca artistica di Gary Hill.

Nel mezzo video scorge la possibilità concreta di un’analisi “metalogica” dei fondamenti del linguaggio umano. Ciascuno degli interventi artistici creati a partire dalla metà degli anni ’70 si configura pertanto come un frammento di un’operazione globale, dall’indagine sulla specificità formale del linguaggio degli esordi, fino alle ricognizioni più enigmatiche degli ultimi anni.

In Up Against Down, seppure la parola sia del tutto assente, il videomaker procede alla disamina della relazione tra immagine digitale e linguaggio. Sei grandi proiezioni ripropongono altrettante parti del corpo nudo dell’artista in lotta con lo spazio espositivo; braccia, gambe, testa, dorso e mano sono colti nell’atto di premere con forza contro pareti e soffitto avvolti nel buio. I muscoli sono continuamente tesi per lo sforzo, mentre il sonoro orchestrato abilmente su onde a bassa frequenza esaspera l’impossibilità del dire, dell’intenzione di farsi parola.

L’opera riattualizza alcuni dei concetti su cui Maurice Blanchot aveva concentrato l’attenzione in L’Espace liftéraire (1955): la solitudine dell’autore come condizione imprescindibile della scrittura, l’esercizio creativo vissuto come attività estenuante in cui al silenzio dell’autore nel momento della creazione corrisponde necessariamente l’isolamento del lettore, ma soprattutto il linguaggio quale annientamento paradossale della realtà. La morte del linguaggio, qui invocata visivamente dalla figura umana che esperisce il dissolvimento dello spazio fisico circostante, si prefigura quale evento preliminare all’epifania della ricomparsa della parola. Immergendosi nello spazio fisico e sonoro dell’installazione lo spettatore condivide la medesima fatica vissuta quotidianamente dall’artista nel tentativo di esprimersi attraverso la propria pratica artistica, allo stesso tempo partecipa al momento della rivelazione, un’esperienza che l’artista paragona all’effetto estatico che si prova nella green room, spazio fisico che si crea quando l’onda perfetta avvolge e isola per pochi brevi istanti il corpo dei surfisti, un istante di perfetta sospensione prima di ricadere e tentare nuovamente la sfida.

Orari: lunedì: giorno di chiusura

martedì-sabato: 15.30-18.30

domenica e festivi: 15.30-18.30

Fino al 28 Agosto 2016

Moving Tales – Racconti in movimento. Opere video dalla Collezione La Gaia

A cura di Eva Brioschi con la collaborazione di Manuela Galliano Complesso Monumentale di San Francesco Cuneo, Via Santa Maria 10

www.comune.cuneo.gov.it

museo@comune.cuneo.it

Tel. 0171 634175 | Fax 0171 66137

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