“Scratch Hither” al Complesso Monumentale di San Francesco

moving tales san francesco collezione collection la gaia cuneo bruna matteo viglietta   (129)

Fra le prime opere che si incontrano entrando nel maestoso spazio c’è il lavoro di DOUGLAS GORDON (Glasgow, 1966) dal titolo “Scratch Hither” del 2001, durata 34145″

Soggetto esclusivo del video Scratch Hither (2001) è una mano maschile, quella dell’artista. AI centro dell’opera il gesto reiterato di un indice invitante, il dito avanza e indietreggia. Il movimento si ripete ininterrottamente per oltre trenta minuti, variando di ritmo e intensità, dapprima un incedere lento, seduttivo, in seguito nervoso, spazientito e frenetico. Una scintilla si accende immediatamente, ma ben presto il desiderio che qualcosa accada in scena o di essere condotti altrove lascia lo spazio alla frustrazione di beckettiana memoria per un’attesa mai soddisfatta.

Nulla infine realmente accade, o forse, come ironicamente suggerisce l’autore, il racconto filmico può seguire regole nuove, può tradire le aspettative ordinarie, può ammaliare, insinua il termine hither, ma anche deludere, rendere pruriginosa l’esperienza, come invece sottolinea la prima parte del titolo scratch graffiare, rigare. L’artista persegue la seduzione dello spettatore riprendendo con la telecamera un gesto familiare, una mano che invita, lo inganna con altrettanta facilità sottraendo alla costruzione narrativa sia il momento centrale dello svolgimento, sia la risoluzione finale dell’azione.

Il video condensa due temi ricorrenti nella produzione artistica di Douglas Gordon, il corpo umano e il cinema. Insistere sul dettaglio corporeo tradisce una vera e propria ossessione, il corpo umano per il videomaker di origini scozzesi, che aveva esordito come performer, rappresenta il luogo privilegiato per un’indagine sulla verità. Partendo dal presupposto che essa contenga duplicità e laceranti contrapposizioni, la pelle dei soggetti ritratti, dita e spalle tatuate, mani in movimento, riconsegnano allo sguardo dello spettatore i segni tangibili della complessità che si dibatte nelle profondità cerebrali dell’individuo. La mano, nello specifico, simboleggia l’elemento della relazione, la prima parte del corpo che si offre nell’incontro con l’altro, mentre aspetto esteriore e insieme gestualità di ciascuno custodiscono tracce e segni della nostra psiche, che per definizione si dibatte tra pulsioni inconsce, razionalità logica e convenzioni sociali.

Il secondo elemento significante in Scratch Hither è costituito dal tempo narrativo, la manipolazione della durata del gesto ripropone una pratica già utilizzata ampiamente dall’artista che ha dedicato la sua intera carriera a scandagliare la struttura cinematografica, e in particolare il rapporto tra spettatore e immagine cinematografica o televisiva. Il punto di partenza sono per lo più pellicole radicate nella memoria collettiva, in 24 Hours Psycho (1993) ripropone il film di Alfred Hitchcock rallentando la successione dei frames in modo che la proiezione raggiunga la durata di 24 ore. La dilatazione del tempo filmico riguarda anche 5 Year Drive-By (1995), qui addirittura sfiorando risultati paradossali, il tempo della narrazione viene espanso fino a coincidere con il tempo della storia. In nessun caso il visitatore avrà l’opportunità di vedere nella sua interezza il film modificato, ma non per questo egli rinuncia alla visione. Allo stesso modo, nonostante l’inganno ordito attraverso l’opera video in mostra, il visitatore, dopo un iniziale disorientamento, nel momento esatto in cui riconquista il ruolo di osservatore autonomo, non si ritrae dalla sfida lanciata dall’artista e ripensando alla facilità con cui si è fatto sedurre, cede a un sorriso.

Orari: lunedì: giorno di chiusura

martedì-sabato: 15.30-18.30

domenica e festivi: 15.30-18.30

Fino al 28 Agosto 2016

Moving Tales – Racconti in movimento. Opere video dalla Collezione La Gaia

A cura di Eva Brioschi con la collaborazione di Manuela Galliano Complesso Monumentale di San Francesco Cuneo, Via Santa Maria 10

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...