Autore: Domenico Olivero

artist

Monili di Mario Mondino a S.Maria del Monastero, Manta

VENERDI 26 AGOSTO 2016

nella bellissima Chiesa di Santa Maria del Monastero a Manta alle 18.00

INAUGURAZIONE

della personale dello scultore Mario Mondino.

MONILI”

Mondino nasce a Morozzo dove il padre aveva unofficina artigiana di fabbro, ed è forse giocando con gli scarti metallici che trovava nellofficina, che riconosce come materia prediletta per il suo operare artistico lacciaio, che plasma in forme essenziali di ancestrale memoria.

Il suo cammino artistico si avvale anche di un lungo periodo di docente di materie plastiche presso il Liceo artistico di Cuneo, e laspetto di questo percorso, è quello della ricerca tecnica, cioè la conoscenza e luso di ciò che serve per fare la scultura, partendo proprio da quel materiale a lui così congeniale, che gli permette attraverso la levigazione, di togliere, aggiungere e di trasformarla in preziose opere: punte di selce, schegge ingigantite, trottole di pietra, quasi giocattoli per giganti o maghi (da Claudio Salvagno).

La ricerca paziente di Mondino si nutre di cose essenziali, di buone pratiche, di curiosità, che trova tra le lunghe solitarie camminate nei boschi di casa sua, un modo per lartista di ricercare la poetica di alfabeti primari, o di forme esoteriche .

In questa architettura romanica, semplice e austera, Mario Mondino installa le sue sculture in acciaio, levigate con estrema sapienza creativa, oggetti che lui chiama monili, di medie e grandi dimensioni, dalle forme astratte e antropomorfe.

La mostra è visitabile dal 26 agosto al18 settembre con i seguenti orari : venerdì, sabato e domenica dalle 16.00 alle 19.00

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Attraverso Festival

attraverso festival langhe roero monferrato cuneo asti arte musica cultura

 

 

Arti, paesaggio, cultura materiale e resiliente nei territori patrimonio dell’Umanità Unesco e del Basso Piemonte

In programma tra fine agosto e inizio settembre 2016, si svolge la prima edizione di Attraverso Festival, il festival che tra concerti, teatro, cibo e vino, si offre come un vero e proprio percorso turistico-spettacolare per visitare, narrando con parole e musica, il territorio inserito nella World Heritage List dell’Unesco nel 2014 e quelli limitrofi del Piemonte meridionale, traLanghe, Roero e Monferrato.

Con lo sguardo al futuro ma il cuore ben saldo nel passato Attraverso ha l’obiettivo di far dialogare tra loro, con gusto, i diversi linguaggi della nostra epoca: quello letterario e quello teatrale, quello musicale e quello della cultura materiale del territorio. Proprio in questo intento sta il significato di una delle parole chiave del festival, la resilienza, intesa come la capacità di resistere e di reinventarsi partendo dalla propria storia.

Partendo da queste premesse ha preso forma l’articolato programma di Attraverso che tra spettacoli di teatro, concerti, performances e narrazioni raggiunge ben diciannove comuni delle province di Cuneo, Alessandria e Asti.

Un Festival diffuso quindi, nei più diversi luoghi già carichi di storia e di eccellenza, che hanno come denominatore comune il paesaggio delle colline a vite che li contraddistingue, dove nascono i grandi vini piemontesi.

Un viaggio attraverso le abbazie e le piazze, i cortili, i ricetti e i castelli, per riscoprire il territorio in compagnia di alcuni protagonisti che hanno fatto del racconto la propria matrice stilistica.

all’OMBRA dei GRANDI FOTOGRAFI

palazzo samone cuneo ombra grandi fotografi fotografia photo

Da sabato 27 agosto a domenica 18 settembre nei locali di Palazzo Samone, in Via A. Rossi 4 a Cuneo, si potrà gustare la Mostra Fotografica “all’OMBRA dei GRANDI FOTOGRAFI”.

Ci sono cose che a spiegarle sembrano ovvie, sembrano considerazioni ovvie, ma vederle certe ovvietà, verificarle attraverso delle immagini, non è come pensarle e basta.
Guardando queste fotografie mi viene da dire che viviamo tutto con grande intensità e tra questo tutto anche il rapporto con la cultura.
Probabilmente questo dipende dalla forza straordinaria della fotografia, della violenza che, a volte, ci mostra o dallo splendore delle figure che riprende.
Certo è che la violenza della fotografia non è una violenza armata, non è una cosa “terribile”. Nessun orrore, nessun tumulto.
Le fotografie che i nostri fotografi presentano in questa Mostra sono come un gioco: “facciamo l’imitazione di qualcuno?”. E così facendo si hanno gli stimoli per continuare ad imparare, a fare nuove esperienze, magari a cambiare stile fotografico.
E’ certo che tutto l’impegno profuso in questa nuova sfida è rivolto alla bellezza, al sorriso, alla gioia. Quasi un “prenderci in giro” con ironia pur sapendo che dovremo sottostare ai giudizi di chi fruirà delle nostre immagini.
L’importante famiglia in posa,  le Signore di diversi ceti sociali al ristorante, la realtà diversa dalla realtà, la bellezza dei nostri paesaggi e la durezza della vita in montagna, le nudità improvvisate, sono solo alcuni esempi di ironica rappresentazione di noi stessi.
La bravura dei nostri fotografi nell’ atteggiarsi come Micheal Kenna, Edward Weston, Paolo Monti, Vanessa Beecroft, Franco Fontana, Erwin Blumenfeld, Ansel Adams e altri ancora, tutti numi tutelari della Storia della Fotografia, non è solo nel risultato ottenuto ma nell’atteggiamento umile con il quale è stato affrontato questo impegno.
In questo periodo così difficile, il nostro umile pensiero è rivolto ad essere una piccola goccia positiva di bellezza, che il fruitore delle nostre immagini potrà fare sua, se lo vorrà.

Ober Bondi

Espongono:
Roberta BARALE – Monica BARBERO – Ober BONDI – Paolo BUSSONE – Ugo CANAVESE – Gianni CHIARAMELLO – Sergio FEA – Silvia FEA – Luca FREGUGLIA – Giacomo GALVAGNO – Noemi SICCARDI

La Mostra sarà visitabile dal martedì al venerdì dalle 16.30 alla 19.30 e il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30.

Inaugurazione: domenica 28 agosto 2016 alle ore 11.00

“Scratch Hither” al Complesso Monumentale di San Francesco

moving tales san francesco collezione collection la gaia cuneo bruna matteo viglietta   (129)

Fra le prime opere che si incontrano entrando nel maestoso spazio c’è il lavoro di DOUGLAS GORDON (Glasgow, 1966) dal titolo “Scratch Hither” del 2001, durata 34145″

Soggetto esclusivo del video Scratch Hither (2001) è una mano maschile, quella dell’artista. AI centro dell’opera il gesto reiterato di un indice invitante, il dito avanza e indietreggia. Il movimento si ripete ininterrottamente per oltre trenta minuti, variando di ritmo e intensità, dapprima un incedere lento, seduttivo, in seguito nervoso, spazientito e frenetico. Una scintilla si accende immediatamente, ma ben presto il desiderio che qualcosa accada in scena o di essere condotti altrove lascia lo spazio alla frustrazione di beckettiana memoria per un’attesa mai soddisfatta.

Nulla infine realmente accade, o forse, come ironicamente suggerisce l’autore, il racconto filmico può seguire regole nuove, può tradire le aspettative ordinarie, può ammaliare, insinua il termine hither, ma anche deludere, rendere pruriginosa l’esperienza, come invece sottolinea la prima parte del titolo scratch graffiare, rigare. L’artista persegue la seduzione dello spettatore riprendendo con la telecamera un gesto familiare, una mano che invita, lo inganna con altrettanta facilità sottraendo alla costruzione narrativa sia il momento centrale dello svolgimento, sia la risoluzione finale dell’azione.

Il video condensa due temi ricorrenti nella produzione artistica di Douglas Gordon, il corpo umano e il cinema. Insistere sul dettaglio corporeo tradisce una vera e propria ossessione, il corpo umano per il videomaker di origini scozzesi, che aveva esordito come performer, rappresenta il luogo privilegiato per un’indagine sulla verità. Partendo dal presupposto che essa contenga duplicità e laceranti contrapposizioni, la pelle dei soggetti ritratti, dita e spalle tatuate, mani in movimento, riconsegnano allo sguardo dello spettatore i segni tangibili della complessità che si dibatte nelle profondità cerebrali dell’individuo. La mano, nello specifico, simboleggia l’elemento della relazione, la prima parte del corpo che si offre nell’incontro con l’altro, mentre aspetto esteriore e insieme gestualità di ciascuno custodiscono tracce e segni della nostra psiche, che per definizione si dibatte tra pulsioni inconsce, razionalità logica e convenzioni sociali.

Il secondo elemento significante in Scratch Hither è costituito dal tempo narrativo, la manipolazione della durata del gesto ripropone una pratica già utilizzata ampiamente dall’artista che ha dedicato la sua intera carriera a scandagliare la struttura cinematografica, e in particolare il rapporto tra spettatore e immagine cinematografica o televisiva. Il punto di partenza sono per lo più pellicole radicate nella memoria collettiva, in 24 Hours Psycho (1993) ripropone il film di Alfred Hitchcock rallentando la successione dei frames in modo che la proiezione raggiunga la durata di 24 ore. La dilatazione del tempo filmico riguarda anche 5 Year Drive-By (1995), qui addirittura sfiorando risultati paradossali, il tempo della narrazione viene espanso fino a coincidere con il tempo della storia. In nessun caso il visitatore avrà l’opportunità di vedere nella sua interezza il film modificato, ma non per questo egli rinuncia alla visione. Allo stesso modo, nonostante l’inganno ordito attraverso l’opera video in mostra, il visitatore, dopo un iniziale disorientamento, nel momento esatto in cui riconquista il ruolo di osservatore autonomo, non si ritrae dalla sfida lanciata dall’artista e ripensando alla facilità con cui si è fatto sedurre, cede a un sorriso.

Orari: lunedì: giorno di chiusura

martedì-sabato: 15.30-18.30

domenica e festivi: 15.30-18.30

Fino al 28 Agosto 2016

Moving Tales – Racconti in movimento. Opere video dalla Collezione La Gaia

A cura di Eva Brioschi con la collaborazione di Manuela Galliano Complesso Monumentale di San Francesco Cuneo, Via Santa Maria 10

BANDO DI CONCORSO PER LA CREAZIONE DI UN LOGO/MARCHIO “2028: MILLE ANNI DI VALLE MAIRA”

L’Associazione Espaci Occitan di Dronero, congiuntamente con l’Unione Montana
Valle Maira e i Comuni di Acceglio, Marmora, Canosio, Prazzo, Elva, Stroppo, Celle di
Macra, Macra, San Damiano Macra, Cartignano, Roccabruna, Dronero e Villar San
Costanzo, bandisce un concorso finalizzato alla realizzazione di un logo/marchio per la
celebrazione dei 1000 anni della Valle Maira che vedrà il suo momento culminante nel
2028.
La Valle Maira trova infatti la prima citazione dei toponimi di valle in un documento
datato 1028: questa è la motivazione per cui il concorso è denominato “2028: Mille anni
di valle Maira”.
Negli anni che precedono il “complimillennio” si intendono realizzare eventi e
manifestazioni che avvicinino a tale data: il logo/marchio andrà quindi a connotare la
diverse iniziative, lasciando traccia della celebrazione anche successivamente ed è
pertanto destinato ad essere pubblicato in tutte le possibili azioni di comunicazione e
promozione territoriale curate e/o patrocinate dall’Associazione Espaci Occitan e dalle
amministrazioni della Valle Maira.
Il logo/marchio vincitore diventerà il simbolo ufficiale dell’anniversario “2028: Mille anni
di valle Maira”. All’autore, o gruppo di autori, sarà consegnato un premio del valore di
500 (cinquecento) euro. Il materiale per la partecipazione al bando di concorso dovrà
essere spedito via posta ordinaria entro e non oltre sabato 26 novembre 2016.
Il bando e gli allegati modelli per la partecipazione al concorso possono essere
consultati e scaricati dal sito http://www.espaci-occitan.org

“Up Against Down” al Complesso Monumentale di San Francesco

Moving tales san francesco cuneo collezione la gaia bruna matteo viglietta  (37)

Il lavoro di questa settimana è l’installazione di GARY HILL (Santa Monica, California, 1951) dal titolo “Up Against Down” del 2008 proposto nella prima cappella.

La videoinstallazione Up Against Down (2008) appartiene ad un corpus di lavori recenti di Gary Hill centrati sull’investigazione del linguaggio non verbale ma corporeo. L’artista, nato a Santa Monica nel 1951, esordisce come scultore, il passaggio alla video arte scaturisce dall’esigenza di confrontarsi con la dimensione temporale all’interno dell’opera, “il video mi offre la possibilità di pensare ad alta voce” dichiara in un’intervista. Nelle sue opere, video monocanali o complesse installazioni audiovisive, si assiste alla messa in azione di ciascuno degli elementi essenziali alla comunicazione: l’individuo umano, la voce, la realtà fisica e lo spettatore. Il linguaggio quale unica forma di conoscenza concessa all’uomo, scandagliato alla luce delle teorie proposte dall’antropologo Gravey Bateson, dai filosofi Maurice Blanchot e Jacques Derrida, è il tema centrale della ricerca artistica di Gary Hill.

Nel mezzo video scorge la possibilità concreta di un’analisi “metalogica” dei fondamenti del linguaggio umano. Ciascuno degli interventi artistici creati a partire dalla metà degli anni ’70 si configura pertanto come un frammento di un’operazione globale, dall’indagine sulla specificità formale del linguaggio degli esordi, fino alle ricognizioni più enigmatiche degli ultimi anni.

In Up Against Down, seppure la parola sia del tutto assente, il videomaker procede alla disamina della relazione tra immagine digitale e linguaggio. Sei grandi proiezioni ripropongono altrettante parti del corpo nudo dell’artista in lotta con lo spazio espositivo; braccia, gambe, testa, dorso e mano sono colti nell’atto di premere con forza contro pareti e soffitto avvolti nel buio. I muscoli sono continuamente tesi per lo sforzo, mentre il sonoro orchestrato abilmente su onde a bassa frequenza esaspera l’impossibilità del dire, dell’intenzione di farsi parola.

L’opera riattualizza alcuni dei concetti su cui Maurice Blanchot aveva concentrato l’attenzione in L’Espace liftéraire (1955): la solitudine dell’autore come condizione imprescindibile della scrittura, l’esercizio creativo vissuto come attività estenuante in cui al silenzio dell’autore nel momento della creazione corrisponde necessariamente l’isolamento del lettore, ma soprattutto il linguaggio quale annientamento paradossale della realtà. La morte del linguaggio, qui invocata visivamente dalla figura umana che esperisce il dissolvimento dello spazio fisico circostante, si prefigura quale evento preliminare all’epifania della ricomparsa della parola. Immergendosi nello spazio fisico e sonoro dell’installazione lo spettatore condivide la medesima fatica vissuta quotidianamente dall’artista nel tentativo di esprimersi attraverso la propria pratica artistica, allo stesso tempo partecipa al momento della rivelazione, un’esperienza che l’artista paragona all’effetto estatico che si prova nella green room, spazio fisico che si crea quando l’onda perfetta avvolge e isola per pochi brevi istanti il corpo dei surfisti, un istante di perfetta sospensione prima di ricadere e tentare nuovamente la sfida.

Orari: lunedì: giorno di chiusura

martedì-sabato: 15.30-18.30

domenica e festivi: 15.30-18.30

Fino al 28 Agosto 2016

Moving Tales – Racconti in movimento. Opere video dalla Collezione La Gaia

A cura di Eva Brioschi con la collaborazione di Manuela Galliano Complesso Monumentale di San Francesco Cuneo, Via Santa Maria 10

www.comune.cuneo.gov.it

museo@comune.cuneo.it

Tel. 0171 634175 | Fax 0171 66137

Incisioni a Garessio

Sabato 6 agosto 2016 alle ore 17,00 presso il Salone Consiliare del Comune si terrà la presentazione del libro di Luigi Lambertini “Un aquilone, perchè?”.
Alle ore 18,30 presso la Galleria Porta Rose verrà inaugurata la mostra di incisioni di Riccardo Licata. La mostra sarà visitabile fino al 21 agosto tutti i giorni dalle ore 10 alle 12, dalle ore 17 alle ore 19 e su appuntamento.

Le radici del gusto!

ClementeFrancesco Clemente

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba: l’oro bianco di Langhe, Roero e Monferrato è uno spettacolo culturale per tutti i sensi

Ad Alba l’86ª edizione tra l’8 ottobre e il 27 novembre: il Re dei Funghi è il protagonista di una manifestazione culturale, oltre che gastronomica: i manifesti d’autore da Fontana a Dorfles, la maratona fenogliana e grandi mostre nel calendario dell’evento

Alba, 4 agosto 2016 – Quasi due mesi di eventi, mostre, rassegne culturali e iniziative dedicate all’arte e alla letteratura: l’86ª edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba si conferma come una manifestazione capace di legare l’eccellenza alimentare del Tuber magnatum Pico e l’eccellenza culturale italiana.

In programma tra l’8 ottobre e il 27 novembre, l’86ª edizione della Fiera invade le strade, i cortili, i mercati e i palazzi del capoluogo delle Langhe. La manifestazione sarà il grande contenitore di una serie di eventi connessi alla valorizzazione del tartufo come patrimonio culturale collettivo: entro il 2016 il Tartufo Bianco d’Alba sarà ufficialmente candidato a diventare Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO.

Tra i sostenitori dichiarati del tartufo anche alcuni tra i protagonisti globali del design. Nel corso della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, Alberto Alessi, fondatore dell’Alessi S.p.A., ha coinvolto grandi firme del design internazionale per un workshop che in due anni realizzerà un «Kit per il Tartufo Bianco d’Alba» comprensivo di tagliatartufo, espositore e contenitore.

L’86ª Fiera internazionale del Tartufo bianco d’Alba è anche grandi mostre: dal futurismo italiano di Giacomo Balla alla transavanguardia del pittore Francesco Clemente, fino all’antologica del pittore ed editore Mario Lattes. Al Tartufo e alla Fiera del Tartufo è dedicata una grande mostra nata fortunosamente quando la fiera ha commissionato a Gillo Dorfles un disegno per un “manifesto d’autore” della fiera. È così che l’artista e maestro dell’Estetica italiana del Novecento ha scoperto la collezione dei manifesti che nel 1955 furono realizzati per la XXV edizione della Fiera del Tartufo Bianco da Lucio Fontana, Farfa, Aligi Sassu, Emanuele Luzzati, Tinin Mantegazza, Bruno Sandri,

 Manifesto Gillo Dorfles 2016 (2)

Leandro Sciutto, Luigi Caldanzano e Mario Porcù. La mostra, Da Fontana a Dorfles. I manifesti d’autore della Fiera del Tartufo, realizzata dal Centro Studi Beppe Fenoglio Onlus e dal Comune di Alba, sarà allestita presso la sede del centro studi dal 1° ottobre all’11 dicembre. Il Centro Studi intitolato al grande scrittore albese, insieme all’assessorato alla Cultura del Comune, rinnova l’appuntamento con la Maratona Fenogliana: dal 18 settembre tre tappe nel territorio, tre scrittori che faranno da guida nella lettura degli scritti di Fenoglio. Il 25 settembre è la data d’inizio di librINalba, la rassegna dedicata all’editoria di qualità che avrà il suo cuore in piazza Michele Ferrero.

A cura di Ester Coen, FUTURBALLA, che inaugura il 29 ottobre, è la mostra che la Fondazione Ferrero dedica alla straordinaria figura del pittore che ha connesso l’arte italiana con le avanguardie storiche. AFTER OMEROS, prodotta dalla famiglia Ceretto, Comune d’Alba e Fiera internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, è la mostra in cui Francesco Clemente, uno dei più alti espressionisti dell’arte di oggi, dialoga con gli ambienti barocchi del Coro della Maddalena attraverso l’esposizione (15 settembre-13 novembre) di 41 acquarelli e due installazioni ispirate al poema epico di Omero. Per approfondire il legame tra l’arte di Clemente e il pensiero di Walcott la famiglia Ceretto ha stretto una sinergia con POETICA – Festival della Poesia, Città di Alba, promosso dalla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba. Nel corso della mostra – venerdì 21 ottobre e venerdì 11 novembre alle ore 18,30 – sarà possibile associare la visita ad un’esperienza performativa. In occasione della fiera, la Fondazione Bottari Lattes propone numerosi appuntamenti, tra arte e letteratura. Presso il Palazzo Banca d’Alba, da venerdì 14 ottobre al 2 novembre, Mario Lattes. Antologia Personale è la retrospettiva dedicata al pittore ed editore torinese, a cura di Vincenzo Gatti. Il 14 ottobre presso il Teatro sociale “Giorgio Busca”, il maestro della letteratura israeliana Amos Oz terrà una grande lectio magistralis in occasione della consegna del Premio internazionale Bottari Lattes Grinzane nella sezione “La Quercia”. Il giorno seguente, sabato 15 ottobre, il Castello di Grinzane ospiterà la cerimonia finale Premio Bottari Lattes Grinzane. Altra mostra, la prima in Italia dedicata alla cucina italiana d’autore e ai suoi protagonisti, Regine & Re di Cuochi sarà allestita all’interno della Chiesa di San Domenico ad Alba tra l’8 ottobre e il 27 novembre. Frammenti e materiali, uniti a scarti della produzione industriale, acquistano un nuovo significato e reinventando oggetti quotidiani, a metà strada tra arte e design: è il codice creativo di Giovanni Cagnoli su cui si focalizza S’OGGETTO, la personale dell’artista presso la Chiese di San Giuseppe, dal 12 al 27 novembre.

Arte e letteratura, ma anche spettacolo: l’Alba Truffle Show è un grande contenitore di eventi culturali ed enogastronomici che celebrano l’oro bianco delle Langhe, in programma per tutto il corso della fiera. Dedicati ai gourmet, i Foodies Moments celebrano il matrimonio tra la grande cucina e il Tartufo Bianco d’alba con showcooking di grandi chef stellati, come Matteo Baronetto, Davide Oldani, Enrico Bartolini. Ogni weekend della fiera, declineranno i profumi del tartufo in dibattiti, incontri, talk, presentazioni di libri. Tra gli ospiti delle passate edizioni Gualtiero Marchesi, Joan Roca, La Pina, Alessandro Cattelan e molti altri. La Fiera del Tartufo è anche grande musica: martedì 8 novembre la signora del jazz, Dee Dee Bridgewater arriva ad Alba insieme ad una band di giovanissimi leoni capitanati da Theo Crocker, trombettista scoperto dalla stessa Bridgewater, che sta conquistando le attenzioni di tutto il mondo.

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba è l’occasione di scoprire, attraverso il folclore, le tradizioni millenarie del capoluogo delle Langhe. Domenica 2 ottobre, come consuetudine, il Palio degli Asini inaugurerà la fiera: la celebre corsa dei ciuchini che si rincorrono per i nove borghi della

 Balla Giacomo Balla

città per la conquista del drappo dipinto da un artista contemporaneo. Il banchetto alla corte del Podestà di Alba, la Bela Trifolera, la Fashion Truffle Night, l’Investitura del Podestà che precede il palio e il Baccanale del Tartufo sono alcune delle altre rievocazioni della storia e della tradizione del territorio in programma nel periodo della fiera.

La fiera è anche didattica per i bambini: l’Alba Truffle Bimbi è il padiglione della fiera dedicato ai bambini che visitano la fiera con le loro famiglie. Attività, laboratori e giochi di un tempo costruiti in legno, i bambini giocano, imparando e divertendosi.

Tutte le informazioni, gli eventi e le novità dell’86ª edizione della Fiera Internazionale sul sito www.fieradeltartufo.org